martedì 1 marzo 2016

Rivincite

Ciao a tutti, ovviamente dovevo scrivere millenni fa e mi sono scordata. Anzi in realtà sono stata molto impegnata: dovevo dare l’orale di biologia cellulare e ho dovuto studiare come una disperata. Ecco, ho preso 30 e lode e no, non lo sto scrivendo perché le persone pensino ‘wow che brava’; lo sto scrivendo per arrivare ad un’altra cosa. Nel post precedente ho scritto che c’è una persona che non crede in me..questa persona è mio papà. Non crede in me nel senso che lui aveva deciso che io dovessi fare Lingue, perché ‘è quello per cui sono portata’. Perché secondo lui Biotecnologie è una facoltà per falliti, una facoltà che non porta a nulla, che mi farà vivere con 800€ al mese. E a maggior ragione non è la facoltà giusta se, per farla, scelgo un’università privata che gli fa sborsare soldi in più rispetto alla Statale. Ma non solo: io non ce la farò, mollerò e capirò che aveva ragione lui, dovevo fare lingue. Ecco, voglio essere onesta: lo sanno tutti che la ricerca in Italia non viene finanziata e che quindi i ricercatori non guadagnano molto. So bene a cosa sto andando incontro, so che sarà difficile ma posso anche dire, senza presunzione, che so cosa posso fare e dove posso arrivare; se non avessi fiducia nelle mie capacità probabilmente nemmeno mi ci sarei iscritta, all’università. E chiamatemi ingenua, ma sono una di quelle persone che credono ancora che se ci metti veramente impegno e passione puoi raggiungere non dico qualsiasi cosa, ma quasi. E preferisco vivere pensandola in questo modo (e magari rimanere delusa) che essere come lui, che giudica una figlia ‘fallita’ solo perché probabilmente non farà il lavoro più remunerativo al mondo. E quel 30 e lode per me è stato qualcosa di più di un semplice voto, è stata una piccola rivincita e sbatterglielo in faccia è stato un po’ come dire ‘avevo ragione io, e sono pure più brava di te’.
Questa strada mi è costata molto, io e mio padre non ci parliamo né vediamo più dal giorno della mia iscrizione al San Raffaele ormai, ma è la MIA strada e non la sua. Non deciderà lui al posto mio. È la mia vita e so che sarà bellissima, so che un giorno mi sveglierò al mattino e potrò fare ciò che amo, so che tornerò a casa e avrò i miei figli ad aspettarmi, cosa che lui si è tolto la possibilità di avere. E credetemi ormai non provo nemmeno più rabbia nei suoi confronti, provo solo pena perché io, un giorno, sarò felice da far schifo e lui non potrà far altro che dire ‘aveva ragione lei’.

3 commenti:

  1. C'è chi legge anche a distanza di anni. Continua così, con determinazione e vedrai che sarà un successo.

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